Perchè la Psicoterapia

Un disturbo psichico, prima di diventare tale, spesso, rimane per lungo tempo un disagio trascurato, nella magica attesa “che passi”.

Contrariamente a quanto avviene quando il corpo risulta malato, il disagio e la sofferenza psichica talvolta non vengono “ascoltati”, con la conseguenza di un inasprimento della sintomatologia e un aumento progressivo del dolore psichico.
La psicoterapia è un’importante risorsa nei casi conclamati, ma anche una preziosa attività di prevenzione in situazioni di disagio o di assenza di benessere.
A questo proposito, mi pare importante riflettere sulla definizione di “salute” fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di: “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente assenza di malattia o di infermità.”
La salute è da intendere, quindi, come sviluppo delle proprie potenzialità, come attuazione di cambiamenti che vadano in favore di se stessi, come ricerca di benessere.
La psicoterapia è un percorso fatto a due, terapeuta e cliente, con un obiettivo condiviso. Si tratta di un rapporto paritario nell’ambito del quale ognuno mette a disposizione le proprie competenze in vista del cambiamento: il terapeuta attinge alle sue conoscenze teoriche e tecniche, nonché umane, acquisite nel corso della sua formazione; il cliente attinge alla conoscenza che ha di sé, del suo disagio, della sua sofferenza, ma anche alla sua voglia di cambiare e di uscire dal tunnel in cui sente di essere entrato.
L’idea centrale dell’Analisi Transazionale è che l’essere umano, in qualsiasi età e in qualsiasi condizione psicologica si trovi, può ritrovare in se stesso le potenzialità di cui ha bisogno per vivere a pieno la propria esistenza.
Trovo molto suggestiva la metafora utilizzata dallo psicoanalista Armando B. Ferrari (2005) il quale, per descrivere il modello terapeutico da lui utilizzato, parla del “pulviscolo di Giotto”; egli si riferisce all’opera di restauro iniziata dopo il violento terremoto che, nel 1997, danneggiò la Basilica di San Francesco ad Assisi all’interno della quale si trovava una importante serie di affreschi di Giotto.
Sebbene questi affreschi siano stati praticamente polverizzati dal terremoto, un’èquipe di tecnici ne ha ricostruita una parte. Analogamente, analista e analizzato, nel percorso terapeutico, ricostruiscono un nuovo modo di pensare la vita, anche a partire da situazioni che possono far pensare ad una “polverizzazione” delle capacità di vivere la vita con gioia e pienezza, anche quando di queste capacità non rimangono che semplici frammenti.

 

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