La teoria dell’attaccamento madre-bambino

Lo sviluppo delle scelte affettive adulte

La madre premurosa (Bernard Pothast)
La madre premurosa (Bernard Pothast)

Un attaccamento sicuro tra la madre figlio dalla primissima infanzia, influenza la capacità delle persone di formare relazioni sane nella vita.

Il processo di attaccamento si realizza in ogni gruppo sociale umano e può riproporre il tono emozionale che si forma fra il bambino in corso di sviluppo e chi si occupa di lui: questo è caratterizzato dalla continua ricerca, da parte del bambino, di quella persona; dall’incessante necessità di contatto fisico e dal desiderio di rimanerle vicino.

Fin dal primo mese di vita, pur con qualche variabile individuale, i neonati cominciano a manifestare un comportamento di attaccamento finalizzato a favorire la vicinanza fisica alle persone alle quali sono legati.

Tale teoria e il frutto del lavoro di due autori: J. Bowlby e Mari Ainsworth.

Nelle varie ricerche tali autori hanno dimostrato come l’esperienze di attacamento portino il soggetto alla costruzione di modelli operativi interni, intesi come sistema di costrutti personali verso se stessi e gli altri.

Secondo Bowlby il bambino nell’interazione con la madre sviluppa un modello di attaccamento personale ed esemplare.

Ad esempio: la convinzione mi ama/non mi ama oppuresono amabile/non sono amabile, scaturisce dalle risposte che il bambino si darà in base alla relazione che costruisce con le figure significative e dalla quale costruirà diversi modelli di attaccamento.

Tra di diversi modelli, si trovano quelli caratterizzati da:

Stile “Sicuro”:

Il bambino esplora l’ambiente e gioca sotto lo sguardo vigile della madre con cui interagisce. Quando la madre esce e rimane con lo sconosciuto il bambino è visibilmente turbato. Al ritorno della madre si tranquillizza e si lascia consolare.

Il suo Modello Operativo Interno sarà del tipo: “io so di essere gradevole e accettabile, io so di essere degno di amore”.

Stile “Insicuro Evitante”:

Il bambino esplora l’ambiente ignorando la madre, è indifferente alla sua uscita e non si lascia avvicinare al suo ritorno.

Ha interiorizzato una madre interna indisponibile, assente .e quindi di conseguenza una spinta all’autocura.

Le madri di bambini con attaccamento evitante si dimostrano sensibilmente propense a ignorare o respingere le richieste di vicinanza dei figli. Mimica rigida nell’interazione col bambino o mimica che esprime il desiderio di tenerli a distanza.

Il Modello Operativo Interno sarà del tipo: “Io sono sgradevole e sarò rifiutato, quindi meglio stare distante” anche se il suo bisogno più grande è proprio la vicinanza ma la paura del rifiuto è troppo grande da superare. per cui le proprie emozioni di vulnerabilità diventano qualcosa che si deve evitare di esprimere, creando così una certa incoerenza fra ciò che si prova e ciò che si ritiene accettabile provare.

Stile “Insicuro Ambivalente”:

Il bambino ha comportamenti contraddittori nei confronti della madre, a tratti la ignora, a tratti cerca il contatto. Quando la madre se ne va e poi ritorna risulta inconsolabile.

La figura materna interiorizzata è caotica ed imprevedibile; è presente una forte componente ansiogena.

Il Modello Operativo Interno sarà del tipo: “Io non so se gli piaccio” e quindi le proprie emozioni vengono manifestate con forza e continuità per controllare i possibili movimenti di allontanamento dell’altro.

Stile “Disorganizzato”:

Il bambino mette in atto dei comportamenti stereotipici ed è sorpreso/stupefatto quando la madre si allontana.

La mamma si presenta totalmente chiusa in se stessa, nel suo dolore e nelle sue paure che comunica al figlio specialmente con il non verbale, lo sguardo. Il sentimento che emerge è paura.

Il Modello Operativo Interno sarà: “Tu mi stai facendo male ed io ti devo distruggere, l’altro è nemico e mi farà del male.

Ogni tipo di attaccamento sarà influenzato dal rapporto che il bambino ha con la madre, dal modo in cui ha affrontato le separazioni e le minacce d’abbandono e dal modo in cui avrà potuto esplorare e sperimentare la presenza stabile della figura di attaccamento: la madre.

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