Analisi Transazionale

L’analisi transazionale è uno degli esempi più fortunati di applicazioni di principi teorici a situazioni pratiche di tutti i giorni. In modo particolare, si rivela utile per tutti coloro che    desiderano migliorare le proprie attitudini nelle relazioni con gli altri, con i fornitori, con i clienti, con i dipendenti e con i capi.

Di fatto, l’AT permette di:

–          capire meglio se stessi e gli altri

–          sviluppare il senso di responsabilità

–          essere più autonomi, con più iniziativa e spirito decisionale

–          riconoscere il proprio valore personale

–          affermarvi di fronte alle difficoltà

 

L’AT si occupa dei problemi di lavoro quotidiani fornendo un insieme di strumenti indipendenti da utilizzare progressivamente che permettono di meglio adattare i mezzi agli obiettivi stabiliti.

Il primo strumento – Modello degli Stati dell’Io – serve soprattutto a trattare i problemi personali (o intrapersonali), ovvero disappunti e delusioni, difficoltà ad applicare le proprie teorie, ipocrisie, mancanza di motivazione ed energia.

Il secondo strumento – Posizioni Esistenziali – aiuta ad evitare prese di posizione affrettate ed inadeguate, e permette di sviluppare le condizioni per una comunicazione e negoziazione efficace.

Il terzo strumento – Analisi delle Transazioni – serve a risolvere i conflitti interpersonali,  a migliorare le comunicazioni quotidiane di lavoro, e a sviluppare trattative attraverso l’analisi dei codici di comportamento e dei messaggi nascosti.

Il quarto strumento – Giochi Psicologici – aiuta ad evitare comunicazioni particolarmente dannose sia per l’individuo che per l’impresa; ad organizzare il proprio tempo, quello del proprio ufficio o della propria impresa; a sviluppare una vita in comune fatta di contatti interessanti e vantaggiosi.

Il quinto strumento – Copioni di Vita – aiuta gli individui a scoprire e analizzare le loro decisioni e reazioni antiche al fine di confermarle, di trasformarle o di cambiarle secondo le nuove caratteristiche del contesto socio – professionale attuale; a sviluppare comportamenti realistici in funzione degli obiettivi fissati per una buona riuscita personale e dell’organizzazione.

MODELLO DEGLI STATI DELL’IO

Come può una persona, osservata per un certo periodo di tempo, mostrare comportamenti completamente contraddittori?

Immaginiamo ad esempio un Capo Ufficio che nella stessa giornata sia percepito dal suo Direttore come efficace e servizievole, da diversi suoi collaboratori piuttosto impaziente ed autoritario, mentre la sua segretaria lo avrà sentito piuttosto stanco e scoraggiato.

Effettivamente, noi cambiamo talvolta di comportamento, di espressione, di tono, con una con una rapidità tale che un osservatore non informato potrebbe chiedersi se si tratti della stessa persona.

Il concetto di Stato dell’Io consente di dare una spiegazione a questa capacità umana di cambiare volto o personalità con una tale facilità.

Uno Stato dell’Io è definito come un insieme coerente di pensieri, sentimenti e stati d’animo.

Gli Stati dell’Io, o strutture della personalità, si suddividono in:

–   Stato dell’Io GENITORE:

ossia quella parte della nostra personalità che comanda, regola, ordina, consiglia, conforta, aiuta; sede dei nostri valori e delle nostre norme che si è formata attraverso l’assimilazione di modelli comportamentali esterni (genitori e figure significative del nostro passato). Si tratta di nozioni comportamentali non esaminate razionalmente, ma accettate come dogma. In una parola, questo complesso di “registrazioni” forma le OPINIONI dell’individuo.

Espressioni Verbali indicative dell’IO GENITORE:

• Generalizzazioni non verificabili (pregiudizi): ogni, tutti, nessuno, sempre, mai; impossibile

•   Dovere

•   Vero, falso, bene, male, giusto, ingiusto, vietato e lecito

•   Imperativi impersonali: si veda, si proceda, ecc.

•   Uso del “TU” nei confronti di persone ritenute socialmente inferiori

•   Automatismi interdettivi: no?, vero?, etc.

•   Rimproveri mascherati da richieste di informazioni

•   Divieti rafforzati: entro e non oltre! Inderogabilmente

 

–    Stato dell’Io ADULTO:

vale a dire l’espressione della nostra PARTE LOGICA E RAZIONALE, adeguata alla realtà del momento. Rappresenta il fondamento logico e razionale di un individuo ed è il terreno proprio dell’intelligenza e del ragionamento. È infatti orientato verso la realtà oggettiva, raccoglie le informazioni e le classifica.

 

Espressioni Verbali indicative dell’IO ADULTO:

•   corretto, come, cosa, utile, perché, quanto à criteri di valutazione e non giudizi di valore!

 

–    Stato dell’Io BAMBINO:

è la sede dei nostri bisogni, atteggiamenti, comportamenti propri della nostra infanzia. Naturalmente la sfera del Bambino contiene sia l’aspetto puramente emotivo e quindi irrazionale, sia l’aspetto creativo, l’immaginazione, la curiosità. In una parola, il Bambino che è in ciascuno di noi rappresenta le EMOZIONI (vedi anche emozioni positive e gestione delle emozioni).

Espressioni Verbali tipiche dell’IO BAMBINO:

•  Forme improprie di cortesia

•  Forme interrogative indirette celanti il timore del rifiuto: – Scusa, non vorrei interromperti ma…”, –  Potresti per cortesia prestarmi… –

•  I verbi più usati: sentire il bisogno, volere, provare piacere/dispiacere.

•  Esclamazioni enfatizzate di gioia, rabbia, dolore, paura, tristezza.

•  Battute, giochi di parole, diminutivi e vezzeggiativi.

 

Per essere efficiente, un individuo deve mantenere i suoi Stati dell’Io vitali, distinti l’uno dall’altro, ma dialoganti tra loro.

–          Vitali, ovvero attivandoli tutti e tre, pena l’Esclusione:

o       solo Genitore à il moralizzatore che non ascolta

o       solo Adulto à il freddo tecnocrate senza leggi

o       solo Bambino à l’impulsivo o il dipendente troppo sottomesso

–  Distinti l’uno dall’altro, ovvero mai contemporaneamente, pena la Contaminazione.

–  Dialoganti tra loro, ovvero permeabili, pena l’Impermeabilità.

POSIZIONI ESISTENZIALI

Le posizioni esistenziali rappresentano gli atteggiamenti fondamentali che una persona assume in base al valore essenziale che percepisce in sé e negli altri. Tali atteggiamenti, conseguentemente, influenzano i nostri comportamenti.

Le posizioni esistenziali nell’età adulta dipendono, in buona parte, dalle posizioni prese nella prima infanzia, chiamate POSIZIONI DI BASE. Ogni individuo sceglie, organizza e manipola le persone che lo circondano in modo che rinforzino l’opinione “di base”.

L’analisi di questo secondo strumento permette di comprendere ed interpretare le conseguenze, positive o negative, di ognuna di esse nel processo comunicativo e nel processo di negoziazione o di vendita.

Le posizioni esistenziali possibili sono essenzialmente quattro:

 

1)  IO SONO OK, TU SEI OK

Questa è la soluzione più costruttiva: in questa posizione si prende coscienza delle proprie responsabilità; si agisce in modo realistico e costruttivo; si ha fiducia nelle proprie capacità; si tende alla realizzazione del proprio potenziale; si provano sentimenti di amicizia, di unità, di forza e di accordo con se stesso e con gli altri.

2)  IO SONO OK, TU NON SEI OK

È la soluzione dell’espansione e della dominazione. Ci si identifica in ciò che è grande e glorioso. Si cerca l’originalità, la perfezione e/o la rivincita. Si manca di considerazione per gli altri. Si interpreta l’atteggiamento verso la vita in termini di potere.

3)  IO NON SONO OK, TU SEI OK

È una soluzione di modestia e di compiacenza. In questo caso si cerca soprattutto di essere amati dagli altri. Ci si sottomette agli altri e si dipende da loro. Ci si sente colpevoli, inferiori, depressi.

4)  IO NON SONO OK, TU NON SEI OK

È la soluzione della rassegnazione e della depressione. Ci si mette in posizione di spettatore di se stesso e della vita. Ci si isola e si rimandano i propri impegni.

 

Il fattore di crescita di un individuo è costituito, tra l’altro, dal potenziamento dello STATO DELL’IO ADULTO e della posizione esistenziale io sono ok, tu sei ok.

 

 

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