Genitori e Figli

I rapporti tra genitori e figli rappresentano da sempre una questione delicata e difficile, talvolta un vero e proprio problema, che si accentua durante l’adolescenza.

È difficile comunicare e comprendersi per via della differenza di età: i figli sostengono che i genitori appartengono a una generazione precedente e hanno una mentalità e una concezione della vita arretrata di 25-35 anni rispetto alla loro. I genitori considerano invece tale differenza di età come positiva, come esperienza in più che ai figli manca.
È difficile comprendersi anche per la differenza di ruolo: i genitori si sentono responsabili dei figli e vorrebbero, spesso in buona fede, indirizzarli per il meglio nella vita, ma talvolta ciò si traduce in imposizione, in autoritarismo, e produce solo conflitti. I figli dal canto loro, man mano che crescono, desiderano (e meritano) più autonomia ma talvolta esagerano e sono inconsapevoli dei rischi cui vanno incontro.
È passato il tempo in cui i genitori potevano plasmare e controllare i figli a loro piacimento, ma non è ancora venuto (né mai verrà) il tempo in cui i figli possano fare a meno della guida e dei consigli dei genitori.

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Consulenza Psicologica e Sostegno alle famiglie: l’Intervento Strategico

La famiglia è un’organizzazione dinamica in continua evoluzione.

Studiarla significa tenere presente, innanzitutto, questa caratteristica fondamentale.

Le teorie che creano i problemi:

  • Secondo la teoria organica (IXX secolo) esisterebbe nei bambini che presentano anomalie nel comportamento, un disturbo organico o genetico che fungerebbe da causa.
  • Da qui, l’istituzionalizzazione di molti minori, l’aumento nella prescrizione dei farmaci col paradosso del “ti curo perché devo farlo, ma non credo tu possa cambiare”.
  • Tutte queste teorie prendono in considerazione l’individuo solo nella sua individualità e non tengono conto della presente e costante relazione con se stesso, gli altri, il mondo.
  • I metodi prettamente diagnostici che prevedono – ad esempio – l’utilizzo dei test, contribuiscono ad etichettare piuttosto che a risolvere, provocando l’effetto della “profezia che si autodetermina”, in base alla logica del “come se” disfunzionale piuttosto che funzionale.